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   Don't curse the darkness; light a candle. (proverbio cinese)

 

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mercoledì, novembre 11, 2009
 

E lo Stato diventa teocratico

Leggiamo dall'ANSA che - dopo una settimana di studi di astrobiologia promossa dalla Pontificia accademia delle scienze e dalla Specola vaticana -  fisici, chimici, astronomi biologi, geologi e filosofi sono arrivati alla conclusione che esistono condizioni di vita anche su altri pianeti.

Gli scienziati e gli studiosi "mettendo a confronto i risultati delle loro ricerche, oggi in grado di registrare progressi in tempi incredibilmente più rapidi dei tempi di Galileo Galilei, sono giunti a ritenere ‘plausibile’ l’esistenza di centinaia di milioni di luoghi abitabili nella sola Via lattea, che è solo una dei miliardi di galassie dell’universo."

 

Ragioniamo un momento. La Terra è un pianeta della via Lattea, la quale comprenderebbe "centinaia di milioni di luoghi abitabili". La via Lattea, a sua volta, è solo "una dei miliardi di galassie dell'universo". Ammesso che i luoghi abitabili della via Lattea siano soltanto cento milioni, e che le galassie siano soltanto  un miliardo, i pianeti abitabili nell'intero universo sarebbero almeno cento milioni di miliardi. Ovviamente, se il discorso si estende ai pianeti non abitabili, i numeri crescono in modo incalcolabile.

Ebbene, ammesso anche che esista un Dio dell'universo, credere che lo abbia creato ad uso e consumo di qualche microbo del microscopico pianeta Terra è obiettivamente difficile. Quando poi i microbi pretendono, avvalendosi di uno strumento inadatto a capire la complessità del creato (il loro microscopico cervello), di interpretare le leggi del Creatore e di imporle al di sopra delle leggi degli uomini, allora il confine tra Fede e Superbia non esiste più, e lo stato laico diventa teocratico.

Giampietro Sestini     

 






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LiberaUscita

Associazione nazionale laica e apartitica

per la legalizzazione del testamento biologico

e la depenalizzazione dell'eutanasia 

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lunedì, novembre 09, 2009
 

Crocifisso sì crocifisso no (II)

Perché è importante che Cristo non sia Dio

Io sono laico. Ateo e bestemmiatore, come da sentenza.

Che c’entro io col Concordato?







Ma ora eccomi qua: 



Io da quei chiodi mi sono staccato

Esseni di tutto il mondo, unitevi.

(da Barbabianca)

 


Citazioni

1 - Su, mortali, destatevi. Il dì rinasce: torna la verità in sulla terra e partonsene le immagini vane. Sorgete; ripigliatevi la soma della vita; riducetevi dal mondo falso nel vero. (Il cantico del Gallo silvestre – Leopardi, operette morali)


2 -… Nonostante questa chiarezza evangelica, (Cristo intendeva abolire la casta sacerdotale intermediaria tra noi e Dio NDR) in epoche successive altri sapienti, potenti e ricchi hanno scoperto che c’era ancora posto per la lorostrumentalizzazione e mediazione di Dio. Si sono fatti mediatori esclusivi fra gli uomini e Cristo!  Così essi hanno trovato il modo di tornare all’antico gioco, all’antico circolo vizioso. Accaparrando Cristo sono riusciti di nuovo adaccaparrare Dio e a dominare le coscienze. (Incontro a Gesù,Comunità dell’Isolotto, LEF ed.p.11 Firenze 1968)

Ecco perché insisto nell’affermare che il grande tradimento del messaggio dei vangeli è stato reso possibile dalla divinizzazione di Gesù Cristo. Questo fatto ha permesso ad Anna e Caifa di resuscitare, riprendere il controllo del tempio, senza bisogno di rinnovare il guardaroba o la carta intestata "Summus Pontifex"! E sono andati anche oltre.

 Mi spiego: se io, per esempio mi dichiaro e faccio riconoscere come vicario di Cristo, automaticamente sono vicario di Dio, a tutti gli effetti. Sono dio. Sono infallibile. So tutto. Lucifero volle fare lo stesso, ma gli andò male. Non può esistere un angelo-dio. Mentre un uomo-dio sì. Ed io sono il suo rappresentante: “eccomi qua, papa Vojtila che proclamo a 1 miliardo di indiani, nel mio viaggio a New Delhi: solo Cristo può “salvarci”.


Qui all’Isolotto da dove scrivo, molto tempo fa si riunirono in chiesa gli operai licenziati della Galileo, grande fabbrica di ottica (e ora di armi di puntamento); una prima assoluta. All'Isolotto c’era un parroco che poi fu estromesso, a Firenze c’era un cardinale che poi fu sostituito. A tutt' oggi, se tu entri in chiesa, silentium: c’è il Santissimo! Che non vuol sentir parlare. Si chiama Gesù sacramentato.


Di ritorno dal viaggio recente in Iran, dopo aver visto, l’anno scorso, Siria e Giordania, trovo naturale il confronto tra chiesa e moschea: la nostra è la casa del prete, la loro è un luogo d’incontro del popolo. Ti levi le scarpe, ti veli se donna, ma puoi sederti in gruppo, parlare, anche dormire. E pure pregare e concentrarti. Lì non c’è il Santissimo. Nella grande moschea omayade di Damasco c'è un tabernacolo, una grande urna di vetro e cristallo dedicata a S.Giovanni Battista. Ad Amman in Giordania la grande moschea cittadina ha di fronte, dall'altra parte della strada una grandissima chiesa cristiana. Per loro Gesù Cristo è un grande profeta, noi troviamo Maometto in Malebolge  spaccato in due dalla testa all’ano, in mano a diavoli “assatanati”naturalmente (Inferno, XXVIII, 22-33).  In Iran le donne sono velate, le ragazze vestite da suore, d’accordo. Fa impressione. Non fa impressione che la chiesa cattolica dichiari le donne “essenzialmente” diverse dagli uomini per quanto riguarda la possibilità di essere intermediarie tra Cristo e noi. Chador integrale dell’anima. Per carità, manteniamocele, fuori dal sacerdozio: sarà più facile abolire la casta rappresentata da soli maschi. In gran parte nevrotici, con la storia incredibile del celibato obbligatorio vita natural durante, senza possibilità di ripensamento, salvo l’esclusione a divinis. Tutto questo perché non deve nascere all’interno della casta sacerdotale un diritto, che so, ereditario, una pretesa di qualcosa, una concorrenza, diritti di successione, democrazia interna. Come le ragazze senza dote e i cadetti senza diritto di eredità dei tempi andati. I carabinieri non potevano sposarsi fino a 30 anni, ora non so. Tu prete puoi avere figli, ma non legittimati, meglio se neppure dichiarati, possibilmente tenuti nascosti. Ad evitare lo scandalo. Tanti  del prete del frate della monaca del monaco in Italia, figl di coppie di fatto non riconosciute. I pedofili in compenso non fanno figli.   Come avrebbe fatto un Ruini a spodestare da un giorno all’altro, senza colpo ferire, tutti i  parroci d’Italia del diritto di proprietà o quantomeno di usufrutto dei beni parrocchiali  estesi su tutto il territorio se dietro ogni parroco ci fosse stata una famiglia? D.Alessandro Santoro può essere trasferito dalle Piagge a Romena in poche ore. Come il carabiniere giovane e scapolo. 


In questo modo Il Vaticano è potuto diventare un buco nero estragalattico che attrae a sé tutti i beni materiali e immateriali, l’intero 8x1000 dell’Italia e delle nazioni cattoliche e può far sparire tutto in quella macchina infernale che si chiama IOR, istituto opere di religione, direttore Marcinkus. Al tempo dei Calvi e dei Sindona. Quando papa Luciani – santo subito nel senso in paradiso dopo 20 giorni  – fu trovato morto a letto mentre teneva in mano i tabulati dello IOR mascherati sotto la copertina dell'Imitazione di Cristo. Lasciò il posto a papa Vojtila. Opus dei. Pinochet. Grande attore, anche nella parte del santo.

Per concludere: immaginare un essere dio-uomo o uomo-dio è un po’ come pretendere che questo ammasso di universi infiniti sia opera di uno di noi e che la terra sia il centro dell’Universo, non un pulviscolo dentro una galassia di milioni di stelle che sta dentro un ammasso di mi-li-ar-di di galassie che pare siano solo una parte di un tutto senza confini di spazio e tempo.

E’ difficile pensare a un paradiso immobile in un mondo fatto di stelle  infinite che nascono crescono ingrossano fino a scoppiare in un continuo replay da caleidoscopio. Altro che stare per l’eternità a contemplare dio motore immobile, io immobile guardone. E’ dura. Ma come faccio a dirlo a nonna sorella amici e parenti contadini e anche a Trapattoni…

Meglio oprando obliar senza indagarlo


 questo enorme mister de l'Universo.

In effetti l’assunto del post è diretto al Cristo crocifisso di scuole caserme tribunali ospedali chiese e sacrestie, obitori e cimiteri, non ad altro (così almeno credevo all'inizio...)
Il simbolo simbolo niceno-costantinopolitano recita: credo in Gesù Cristo suo "unico" figliolo, nostro Signore.

E noi che credevamo di essere, come lui, "tutti" figli di dio, siamo invece dei bastardi nati peccatori da madri costrette a purificarsi dopo la nostra nascita.
Correzione: credo in G.C. suo figliolo e nostro fratello. Chi va in chiesa lo suggerisca al parroco. In Curia passerebbe inosservato. Salvo...i guardiani dell'ortodossia, Opus Dei, Cl, pdl pdmnoelle (v. la dichiarazione del rappresentante fiorentino di Rifondazione sul caso Piagge-Santoro).

Stacchiamolo, il nostro amico e compagno Cristo, una volta per sempre dalla croce. E noi con lui.
L'immagine giusta è lla seconda qui sopra, caro ministro della difesa (delle guerre perse).

Ritorno al punto di partenza: Su, mortali, destatevi. Il dì rinasce: torna la verità in sulla terra e partonsene le immagini vane. Sorgete; ripigliatevi la soma della vita; riducetevi dal mondo falso nel vero. (Il gallo silvestre)

Ti ho deluso? Fatto arrabbiare? Come non detto. Dimentichiamo Leopardi e finiamo con Manzoni:

La vita è un mistero di contraddizioni in cui la mente si perde se non lo considera come uno stato di prova e dipreparazione ad un'altra esistenza.

Aggiungiamoci anche che  "i guai vengono bensì spesso, perché ci si è dato cagione; ma che la condotta più cauta epiù innocente non basta a tenerli lontani; e che quando vengono, o per colpa o senza colpa, la fiducia in Dio liraddolcisce, e li rende utili per una vita migliore". (Promessi Sposi, pag. finale) L'aveva già scritto questo pezzo quando approvò la breccia di Porta Pia e quando votò, in Senato, l'annessione di Roma al Regno d'Italia. Scomunicato anche lui. Insomma, in parole povere povere, il problema non è Cristo ma i suoi sedicenti rappresentanti. E qui la storia dovrebbe ricominciare.

Concludo l'impegnativo discorso ritornando a Feuerbach:

L'amore di Dio per l'uomo - centro e fondamento della religione - è la prova più chiara, più irrefutabile che l'uomonella religione contempla se stesso come un oggetto divino. La provvidenza è un privilegio dell'uomo; esprime la superiorità dell'uomo sugli altri esseri naturali; lo sottrae alla concatenazione di tutto l'universo.

All'Universo noi dobbiamo invece rimaner attaccati, perché è lui il nostro Dio (parola di Spinoza*). Potremo così girare per sempre - in modi vari e forme diverse - tra miliardi di stelle e di galassie. In una perenne varia imprevedibile corsa da formula uno sulle astronavi stellari. Mai fermi né immobili. Ci ritroveremo a gareggiare anche con con quel piantagrane di Giacomo Leopardi se non preferirà stare ai box delle stazioni spaziali a mangiar gelati.


Appendice finale

*Spinoza

Aprendo Wikipedia mi sono trovato di fronte ad una figura d'uomo straordinaria.

La sua fama è legata all'opera Ethica ordine geometrico demonstrata ("Etica dimostrata con metodo geometrico"), in cui Spinoza propone un modello di mondo materiale e morale alternativo, in cui "attraversare la vita non con paura e pianto, ma in serenità, letizia e ilarità". Una grande figura. Vallo a leggere qui.

http://it.wikipedia.org/wiki/Baruch_Spinoza

Ma c'è un pezzo scritto da un rabbino che ti voglio mettere subito sotto gli occhi, perché è portentoso.


Dichiarazione rabbinica autentica datata 27 luglio 1656 e firmata da Rabbi Saul Levi Morteira ed altri

I Signori del Mahamad rendono noto che, venuti a conoscenza già da tempo delle cattive opinioni e delcomportamento di Baruch Spinoza, hanno tentato in diversi modi e anche con promesse di distoglierlo dalla cattivastrada. Non essendovi riusciti e ricevendo, al contrario, ogni giorno informazioni sempre maggiori sulle orribili eresieche egli sosteneva e insegnava e sulle azioni mostruose che commetteva – cose delle quali esistono testimoni degni di fede che hanno deposto e testimoniato anche in presenza del suddetto Spinoza – questi è stato riconosciutocolpevole. Avendo esaminato tutto ciò in presenza dei Signori Rabbini, i Signori del Mahamad hanno deciso, con l’accordo dei Rabbini, che il nominato Spinoza sarebbe stato bandito (enhermado) e separato dalla Nazione d’Israelein conseguenza della scomunica (herem) che pronunciamo adesso nei termini che seguono:

Con l’aiuto del giudizio dei santi e degli angeli, con il consenso di tutta la santa comunità e al cospetto di tutti inostri Sacri Testi e dei 613 comandamenti che vi sono contenuti, escludiamo, espelliamo, malediciamo ed esecriamoBaruch (=Benedetto) Spinoza. Pronunciamo questo herem nel modo in cui Giosuè lo pronunciò contro Gerico. Lo malediciamo nel modo in cui Eliseo ha maledetto i ragazzi e con tutte le maledizioni che si trovano nella Legge. Che sia maledetto di giorno e di notte, mentre dorme e quando veglia, quando entra e quando esce. Che l’Eterno non lo perdoni mai. Che l’Eterno accenda contro quest’uomo la sua collera e riversi su di lui tutti i mali menzionati nel librodella Legge; che il suo nome sia per sempre cancellato da questo mondo e che piaccia a Dio di separarlo da tutte le tribù di Israele affliggendolo con tutte le maledizioni contenute nella Legge. E quanto a voi che restate devoti all’Eterno, vostro Dio, che Egli vi conservi in vita. Sappiate che non dovete avere con Spinoza alcun rapporto né scritto né orale. Che non gli sia reso alcun servizio e che nessuno si avvicini a lui più di quattro gomiti. Che nessuno dimori sotto il suo stesso tetto e che nessuno legga alcuno dei suoi scritti.


Nota

L'eresia principale che portò alla scomunica di Spinoza sarebbe stata - scrive Wikipedia - il non credere all'immortalità dell'anima, posizione che determinava il crollo della dottrina della ricompensa nell'aldilà e quindi la perdita del controllo delle anime sulla terra da parte delle autorità religiose.

Comunque grazie agli Olandesi, Baruch-Benedetto Spinoza riuscì a morire a letto. Era un ottimo tornitore di lenti, le stesse che servirono a Galileo per diventare anche lui eretico.







 

 

Virus mediatici

Mai dubitato

Per il presidente della Commissione vaccini della Società italiana pediatri l'influenza H1N1 è un virus mediatico e l'attenzione che gli dedicano i mezzi di informazione è del tutto ingiustificata. Continua a leggere questa notizia.



Come il terrorismo di Hamas, Iran, Bin Laden, Al Qaeda, BR: false bandiere.



domenica, novembre 08, 2009
 

Curva Fiesole




Lungo 10 metri






4 novembre 2009: la vittoria porge la chioma.



 Champions League Fiorentina-Debreceni 



 5 a 2 per la fiorentina.





venerdì, novembre 06, 2009
 

Crocifisso sì, crocifisso no (I)













E quando miro in cielo arder le stelle;







Dico fra me pensando:







A che tante facelle?







Che fa l'aria infinita, e quel profondo







Infinito seren? che vuol dir questa







Solitudine immensa? ed io che sono?







(Leopardi, canto notturno di un pastore errante dell'Asia)











In questo pianeta siamo tutti accomunati dal destino di vivere su un piccolo sasso sperduto alla periferia di un universo probabilmente infinito, forse parte di un numero infinito di universi infiniti, dove la nostra esistenza è la sola certezza, piccola luce nell’ignoranza cosmica in cui siamo avvolti.







Dietro allo scontro sul crocifisso nelle scuole, un tema che anche a molti laici sembra banale e insignificante, c’è in realta’ l’eco di una battaglia vecchia di secoli, di millenni, una battaglia delle e sulle idee che reggono il mondo e la civiltà umana. Quella battaglia ha visto guerre sanguinarie, rivoluzioni, riforme e ha avuto esiti differenti in differenti aree geografiche, anche all’interno della piccola Europa. C’e’ chi ha abbracciato la Ragione e chi è rimasto schiacciato dal Dogma, chi ha sviluppato la democrazia e i diritti e chi è rimasto vittima della violenza del fondamentalismo, chi ha costruito una societa’ aperta e chi è rimasto prigioniero dei feudi e delle corporazioni.







(
Gabriele Zamparini)











C'è la necessità di un accordo tra filosofi (leggi:scienziati) e teologi, perché «la fede si richiede per l'istituzione di rozzi popoli che denno esser governati», l'infinità dell'universo e l'esistenza di mondi infiniti, la mancanza di un centro in un universo infinito comporta la scomparsa dell'antico, ipotizzato ordine gerarchico, la «vanissima fantasia» che riteneva che al centro vi fosse il «corpo più denso e crasso» e si ascendesse ai corpi più fini e divini. La concezione aristotelica è difesa ancora da quei dottori che hanno fede nella «fama de gli autori che gli son stati messi nelle mani», ma i filosofi (leggi:scienziati) moderni, che non hanno interesse a intendere quello che dicono gli altri, ma pensano con la loro testa, si sbarazzano di queste anticaglie e si avviano «con più sicuri passi alla cognizione della natura".







  Giordano Bruno De l'infinito, universo e mondi (citato a senso)











Un giorno Dio, sotto mentite spoglie , incontra un contadino che cammina lungo la strada e gli chiede “Dove stai andando?” Al che il contadino risponde “A Saragozza” dimenticando di aggiungere la chiosa obbligatoria nel medioevo “Se Dio vuole”.  A causa di questa mancanza di rispetto Dio trasforma il contadino in una rana e la spedisce nella pozza più vicina.  Dopo avere osservato la rana sguazzare per un po’ Dio inverte la trasformazione e dice al contadino , una volta ripresa la forma umana “Ed ora dove vai?” Al che il contadino risponde “ A Saragozza o nella pozza!” . Gli irosi dei del mondo antico avrebbero rispedito il contadino nella pozza. Il mio Dio per contro si sarebbe assicurato che arrivasse a   Saragozza.  Un errore di tutte le religioni fondamentaliste è che il loro Dio non ha senso dell’humor. Ciò perché le religioni fondamentaliste si mantengono per lungo tempo per mezzo di rituali che per loro natura non hanno alcun senso dell’humor.







Fred Hoyle (citato da
Barbabianca)















L'amore di Dio per l'uomo - centro e fondamento della religione - è la prova più chiara, più irrefutabile che l'uomo nella religione contempla se stesso come un oggetto divino, come un divino scopo, e che i suoi rapporti con Dio non sono che rapporti con se stesso, con il suo proprio essere.







La provvidenza è un privilegio dell'uomo; esprime la superiorità dell'uomo sugli altri esseri naturali; lo sottrae alla concatenazione di tutto l'universo.







(Feuerbach)








I geni religiosi di tutti i tempi risentono di questa religiosità cosmica che non conosce né dogmi né Dei concepiti secondo l'immagine dell'uomo. Non vi è perciò alcuna Chiesa che basi il suo insegnamento fondamentale sulla religione cosmica. Accade di conseguenza che è precisamente fra gli eretici di tutti i tempi che troviamo uomini penetrati di questa religiosità superiore e che furono considerati dai loro contemporanei più spesso come atei, ma sovente anche come santi. Sotto questo aspetto uomini come Democrito, Francesco d'Assisi e Spinoza possono stare l'uno vicino all'altro.







 La principale fonte dei conflitti odierni tra le sfere della religione e della scienza sta tutta in questa idea di un Dio personale. […] Nella lotta per il bene morale, i maestri della religione debbono avere la capacità di rinunciare alla dottrina d’un Dio personale, vale a dire rinunciare alla fonte della paura e della speranza, che nel passato ha garantito ai preti un potere così ampio.







Più l’uomo avanza nella sua evoluzione spirituale, più mi appare certo che il sentiero verso una religiosità genuina non passa per la paura della vita e la paura della morte, o per una fede cieca, ma attraverso gli sforzi compiuti in direzione di una conoscenza razionale.







A livello di logica pura tutti gli assiomi sono arbitrari, compresi gli assiomi dell’etica. Ma essi non sono affatto arbitrari da un punto di vista psicologico e genetico, […] All’individuazione e alla verifica degli assiomi etici si perviene in modo non dissimile da quello che riguarda gli assiomi della scienza.
La verità è ciò che sopporta la verifica dell’esperienza.



Einstein












Sento il bisogno come Machiavelli ai tempi dell'esilio politico all'Albergaccio, dalle parti di S.Casciano, qui alle porte di Firenze, sulla via per Siena, di rivestirmi un po' di panni curiali per cercare la compagnia di uomini illustri e gustare con loro di quel pane della sapienza "che solum è mio". Dopo essermi levato da questa mediatica Italia bordello devastata da "ruffian, baratti e simile lordura". (rileggere il VI del Purgatorio).







La riflessione mia di oggi  è che Cristo non è dio. Non lo è mai stato. E' proprio lui che dice, in quel momento di m. in cui viene a trovarsi, come i 10 milioni "dieci" di uomini crocifissi sulle pubbliche strade romane nei secoli dell'Impero: dio de' dei, mi hai proprio abbandonato! Ma perché a Nicea l'Imperatore Costantino fece scrivere che quel povero cristo, uno tra 10 milioni di vittime dell'Impero, era quel "nostro Signore che verrà a giudicare i vivi e i morti". E perché fece quel concordato con la santa chiesa cattolica alla quale dare in appalto la remissione dei peccati, preludio alla resurrezione della carne e alla vita eterna amen?



Perché Costantino - mai battezzato ma considerato santo - da preveggente aveva già letto il cap. XVIII del Principe di Machiavelli...







(continua)







Post Scriptum. Aggiornamento del 7 novembre: a proposito di Costantino, leggi qui.



mercoledì, novembre 04, 2009
 

L'isola che c'è

Al centro dell'Oceano Indiano, 1600 km dalla terraferma, la base statunitense di Diego Garcia rappresenta un punto strategico per le guerre in Iraq e Afghanistan, per la rete dei "siti neri" della CIA e per il dominio delle risorse petrolifere mediorientali.


Per vederla meglio


(4 novembre: dov'è la vittoria?)


PS. Quella della Fiorentina, stasera.


 


 

postato da stigli | 09:50 | commenti
terrorismo, usa , guerra


martedì, novembre 03, 2009
 

Le primarie per la poltrona di vescovo a Firenze

L'idea l'ho trovata qui, ma prevedo tempi un po' lunghi di realizzazione. Nel frattempo perché non organizzarne una online? Elettorato attivo: tutti i battezzati; elettorato passivo: tutti i figli d'Eva, comprese le donne. Attendo adesioni, proposte e controproposte.
postato da stigli | 21:53 | commenti
 

Agnosco stilum romanae curiae

Ho trovato un mio commento su Baracche verdi e perché non citarmi:




Bene anche il digiuno, anche davanti alla Curia. Ma non per chiederle la conversione. Betori non è espressione della chiesa fiorentina, è di nomina vaticana, cioè Opus Dei. E’ qui per fare quello che sta facendo: distruggere la Teologia della Liberazione, in questo caso Libera Azione. E’ un compito che l’Opus Dei sta portando a termine con ottimi risultati per ora in tutta l’America Latina. E’ un compito che lui si è assunto, per il quale ha avuto l’onore e l’onere di regolarizzare Firenze e la Toscana e lo porterà a termine finché tu gli riconoscerai la legittimità del suo Principato. Puoi solo chiedere che torni a Roma. E nel frattempo agire come se Betori non esistesse, etsi Beta non daretur. Chiaro a dirsi quanto duro a farsi: non per l’ostilità del popolo credente fiorentino, ma per l’appoggio preciso duro e circostanziato del potere politico amministrativo come i fatti presto dimostreranno (***nota malevola). La battaglia è sui due fronti; quello politico è determinante quanto il fronte ecclesiale e l’Opus Dei è ben presente anche lì dentro. Coraggio, “è l’ora dei fuochi e non ci sarà che luce”; “non temere le tenebre, accendi una candela”. In questo caso difendiamo la candelina accesa qui alle Piagge di Firenze da più di vent’anni: che l’Opus non riesca a spegnerla.




La Comunità si chiama "Le Piagge", lui Alessandro Santoro (che sia parente?). Non sto a spiegare la cosa. Informatevi.



***Nota malevola: Al processo di santificazione del boss fondatore dell'Opus Dei Josemaría Julián Mariano Escrivá de Balaguer y Albás  era presente anche Massimo D'Alema.



Aggiornamento del 4 novembre



Detto e fatto. Grazie Bersani per avermi dato subito ragione: 



"Un’antica tradizione come il crocifisso non può essere offensiva per nessuno. Penso che su questioni delicate come questa qualche volta il buonsenso finisce di essere vittima del diritto Pierluigi Bersani, Segretario del Partito Democratico




“[nel ricorso] sottolineeremo che noi non siamo uno Stato laico, ma concordatario, come sancito dall’articolo 7 della Costituzione, e che quindi ha rinunciato ad alcune delle sue prerogativeNicola Lettieri, rappresentante del governo italiano presso la Corte Europea



Sulla rete trovo questa lectio magistralis di Gabriele Zamparini:


Titanic. Il crocifisso, il “buonsenso” di Bersani e lo scontro tra tradizioni inconciliabili


Il buonsenso di cui parla Bersani è il buonsenso cattocomunista, l’imprint che Togliatti diede al comunismo italiano e che si ritrova nell’art. 7 della Costituzione repubblicana, quello che fece propri i Patti Lateranensi di Mussolini. La Costituzione italiana è figlia della tradizione cattolica e della tradizione comunista; quella dell’Illuminismo, la cultura liberale, ebbe un’influenza minima e anche questa fu disattesa con la follia, tutta italiana, della Costituzione materiale, un’aberrazione giuridica.



La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo è invece figlia dell’Illuminismo, della Rivoluzione francese e della Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino del 1789, della Dichiarazione d’indipendenza degli Stati Uniti del 1776.



Dietro lo scontro sul crocifisso nelle scuole, un tema che anche a molti laici sembra banale e insignificante, c’è in realta’ l’eco di una battaglia vecchia di secoli, di millenni, una battaglia delle e sulle idee che reggono il mondo e la civiltà umana. Quella battaglia ha visto guerre sanguinarie, rivoluzioni, riforme e ha avuto esiti differenti in differenti aree geografiche, anche all’interno della piccola Europa. C’e’ chi ha abbracciato la Ragione e chi è rimasto schiacciato dal Dogma, chi ha sviluppato la democrazia e i diritti e chi è rimasto vittima della violenza del fondamentalismo, chi ha costruito una societa’ aperta e chi è rimasto prigioniero dei feudi e delle corporazioni.



Con il crocifisso nelle scuole, Gesu’ Cristo e il suo messaggio, cioe’ la caritas, non hanno nulla a che fare. La battaglia, anche questa volta, è tra gli eredi di tradizioni inconciliabili. Come piu’ volte ricordato su questo blog, il difetto maggiore della classe dirigente italiana è la sua inadeguatezza culturale, l’ignoranza, l’improvvisazione, la non conoscenza del mondo delle idee e degli scontri che in quel mondo avvengono. Con il crollo del muro di Berlino – ma in verita’ gia’ molto prima – la sinistra (non solo in Italia ma soprattutto in Italia) ha perso qualsiasi slancio propositivo e si e’ ripiegata su se stessa e sull’ordinaria amministrazione dell’esistente. La sinistra – nata per proporre, innovare, cambiare – si e’ ritrovata nel campo della re-azione e invece di rimettere in discussione se’ stessa e le sue idee, quella sinistra ha vigliaccamente preferito rincorrere il potere e scimmiottare pensieri e idee che non capiva oppure tornare a Marx, riproposto ormai in maniera stanca in tutte le salse.



In Italia, la forza del fronte cattolico-clericale non è tanto nell’essere piu’ numeroso (infatti, nel paese quel fronte non è maggioranza); la sua forza sta nel poter contare su una tradizione plurimillenaria, portata avanti oggi dai pensatori e dagli strateghi di Santa Romana Chiesa. In questo scenario, non sorprende assistere in Italia alle crociate, alle guerre sante, con un dispiegamento di forze che non puo’ essere compreso con la polemica politica e le scaramucce all’interno dei partiti e degli schieramenti. I mezzi d’informazione poi – con pochissime eccezioni – sono addirittura patetici nella misura in cui presentano questi scontri al pubblico senza riferimenti culturali, come fossero funghi improvvisamente nati dal sottobosco culturale della cronaca politica.



E si continua cosí, avanti a vista, come il Titanic.



Leggi tutto l'articolo di Gabriele Zamparini












La campana delle CDB italiane non suona a morto, ma a martello:




Comunità Cristiane di base italiane



Comunicato con preghiera di pubblicazione



Riteniamo un traguardo di civiltà, laicità, tolleranza, libertà e pacificazione religiosa la sentenza della Corte Europea dei diritti dell'uomo che ha detto "no" all’esibizione del crocifisso nelle scuole pubbliche, pronunciandosi sul ricorso di una cittadina italiana. Finalmente una buona notizia dagli Organismi della Unione Europea che restituisce, in parte, quella realtà istituzionale alla democrazia ed ai diritti di cittadinanza.



Questa nostra valutazione è coerente con tutta la storia delle comunità di base che si sono sempre impegnate per l’affermazione di una laicità positiva in ogni ambito di vita, "nella società, nello stato, nella chiesa" come recita il titolo di un importante Convegno che le stesse comunità base tennero a Firenze già nel 1987.



Sappiamo di essere controcorrente perché la maturazione della società, della realtà religiosa e della politica sul tema della laicità è un percorso lungo e conflittuale. Ma non siamo affatto soli.



"Meno croce e più Vangelo" valeva nella scuola di Barbiana da dove don Milani aveva tolto il crocifisso. Meno croce e più Vangelo valeva per un cattolico come Mario Gozzini, il senatore della legge sulla umanizzazione del carcere, il quale nel 1988 scrisse sull’Unità due forti articoli di critica verso i difensori dell’ostensione pubblica della croce. Egli da fine politico e da buon legislatore fa la proposta di "uno strumento che impegni il presidente del Consiglio a studiare e compiere i passi opportuni per ottenere, dalla Conferenza episcopale, l’assenso a togliere di mezzo un segno diventato, quantomeno, equivoco … Ci vorrà tempo e pazienza – conclude Gozzini – ma ho speranza che alla fine la ragione e l’autentica coscienza cristiana, quella che bada a Cristo più che ai patrimoni storici, avranno la meglio".



La speranza di Gozzini è sempre più la speranza nostra, di tanti laici ma anche di tante realtà cattoliche.



                                    Le comunità cristiane di base italiane



Roma 4 novembre 2009

postato da stigli | 18:32 | commenti
 

Relazione del viaggio in Iran






16-30 settembre 2009 - 3500 km. con Shahab (leggi Sciakob) alla guida.



Domenica alle baracche verdi dell'Isolotto, ospiti della Comunità, abbiamo, Paola ed io, fatto una relazione con audio e video sulla nostra recente traversata cavalcata dell'Iran, dichiarato "Stato canaglia" dagli Stati Uniti portatori riconosciuti di pace libertà e democrazia nei confinanti Iraq e Afghanistan. Mi sono emozionato nel presentare foto e video...non so giudicare quanta della mia emozione si è trasferita nei presenti. Mi trovo anche imbarazzato a fare una relazione decente ai miei cento lettori che anche ieri hanno dato uno sguardo al Barbabianca, nonostante l'assenza di un nuovo post.



Rimando a quanto apparso su
Baracche verdi.
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iran


martedì, ottobre 27, 2009
 

Viaggio in Iran









Sto mettendo un po' di ordine su foto e video del viaggio per ricavarne una proiezione digeribile per l'assemblea domenicale del primo novembre prossimo alle baracche verdi di Via degli Aceri 1, sede storica della Comunità dell'Isolotto. Ne approfitto per rileggermi online notizie sulle vicissitudini storiche di questa parte di pianeta, posta come una strada sopraelevata sulle grandi direttrici del formicaio umano in corsa perenne tra Europa e Asia, in cerca d'acqua, di pascoli e di seta. Paola cura la parte letteraria e poetica. Le sto scaricando poesie di Hafez e Khayyam...Ma anche di Forùgh Farrokhzàd e
Nadèr Naderpùr





Domenica 1 novembre, alle ore 10,30, zona Isolotto, autobus 9, 1, 17C, vicino alla Piazza del mercato. Per gli amici che sono in zona.
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iran


sabato, ottobre 17, 2009
 

S.Ignazio d'oltremare





Anzi: Marino. L'ho sentito stasera al teatro Puccini di Firenze. Confermo quanto detto su FB: domenica 25 andrò al circolo ARCI di via Maccari e lo voterò come Segretario del partito  alle Primarie del PD. Non sono iscritto, ma tutti possono votare. Coraggio.


martedì, ottobre 13, 2009
 

Viaggio in Iran (VI)

Intervista a Shahab


video






(Nota di servizio:  quando Shahab parla inglese puoi trascinare il mouse, senza premere, sul quadrato che si forma al centro dell'immagine per far emergere i sottotili in italiano. Non sono riuscito a far di meglio).


 Sciacob, così si pronuncia, ha guidato per 3600 km il suo furgoncino Toyota per mostrarci città, paesi, montagne, deserti, oasi e giardini, musei e moschee.  Senza risparmio e con grande abilità. Nel video ho inserito immagini  del soggiorno di due giorni a Garmeh, ai confini del deserto centro-nord dell'Iran, e l'intervista fatta a seguito di quella a Soheila, mentre siamo per 3 giorni a Esfahan, città natale di Shahab e città della famiglia di Soheila che è nata a Tehran. Per Garmeh ho fatto onore al gran capo Mazìar che con la moglie (francese) Aryan, il figlioletto Amyar, il fratello di lui e la cognata regge la casa-albergo da quando ha deciso di lasciare Tehran, immensa e per lui poco vivibile, per immergersi nella dura e splendida magia di un'oasi nel deserto, ritornando, d'altronde, alla casa dei suoi avi.



Come puoi approfondire consultando ilsuo sito: 
http://www.ateshooni.com/ (in inglese) o la guida Lonely Planet, IRAN, p.272.



Una menzione onorevole al fratello e cognata di Maziar per la migliore cucina - dice Paola - di tutto il nostro viaggio. 



Quanto a Shahab, questo il suo cellulare: 0098 9133011083.



Le due serate al lago salato il 23 e nel deserto il 24 sono state un'extra per noi coraggiosi e fortunati. Mi ci vorrebbe la penna di Rumiz per descrivere i momenti passati la sera, quando è tramontato il sole per far posto a una luna quasi piena: sul lago salato Soheil, una specie di guru quasi santone, che ripassava con Soheila e Shahab i fondamenti di una sapienza indiana o sufi o che altro, mentre noi turisti occidentali ci si distraeva a puntare il sole che se ne andava, la luna che si illuminava, Giove che la insegue da tutta l'estate, e il triangolo estivo di Vega, Deneb e Altair, con la ricerca della stella polare facilitata dalla mia frequentazione del cielo casentinese, forse ancora più nitido di questo.. La sera dopo è stato commovente vedere Mazìar stendere sul deserto i tappeti, cercare la legna (in parte se l'era portata?), accendere il fuoco, mettere il bricco dell'acqua per il thé a bollire, mentre il piccolo Amyar gli stava addosso, tenuto a freno da mamma Aryan.



Questo è l'Iran "paese canaglia" contro il quale stiamo lucidando (Israele, Stati Uniti, governi NATO e mass media) la superbomba che distruggendo la centrale atomica di Natanz, permetterà alla Francia di costruire per noi le 5 centrali preventivate da SuperSilvio insieme al Ponte d'oro che unirà per la vita e per la morte le penisola continentale con l'Isola  dei famosi, insieme al grande traforo TAV che ci permetterà lo scambio dei beni materiali e delle persone fisiche con la stessa immediatezza di YouTube: grande tubo. E' uno sfogo, amici miei, che avete sgranato gli occhi al vederci ritornare da là vivi e vegeti ostinandovi tutt'ora a rimaner chiusi dentro la trappola mediatica allo stesso tempo stupida e infame...Amen.

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sabato, ottobre 10, 2009
 

Testamento biologico e Parlamento italiano

Lectio magistralis







di GiancarloFornari sul testamento biologico







...







Paradossalmente un Berlusconi forte come poteva essere a maggio scorso, prima che esplodessero gli scandali di Villa Certosa, di Palazzo Grazioli e delle feste di compleanno delle ragazzine di Casoria poteva anche assecondare il filone “agnostico” della sua personalità: agnostico, sia chiaro, non per una scelta morale ma, al contrario, per una scelta di immoralità.







Un Berlusconi debole come quello attuale – oltretutto costretto, dopo l'annullamento del Lodo Alfano, a difendersi in tribunale dalle accuse dei giudici come un qualunque cittadino - non può permettersi divagazioni laiciste, la sua leadership si sfalderebbe in una settimana sotto i colpi di un attacco violento del Vaticano.







Tutto lascia supporre, quindi, che il testamento biologico sia la prima delle concessioni che il Cardinal Bertone pretenderà. Seguiranno la RU 486, nuovi finanziamenti alle scuole e agli ospedali cattolici, e via barattando. Lo Stato laico immolato un pezzo dopo l'altro dal Presidente del Consiglio per colpa delle registrazioni sul “lettone di Putin” di una escort barese, il povero Cavour si starà rivoltando nella tomba.







 







Che fare







Se tutto, dunque, lascia credere che alla fine la legge rimarrà più o meno com'è, che cosa potrebbe fare l'opposizione, e che cosa potremmo fare noi?







L'idea del referendum abrogativo, come è ovvio, è la prima che viene alla mente. A quanto si dice, le opinioni degli italiani sarebbero favorevoli. Secondo gli ultimi sondaggi (Renato Mannheimer, sul "Corriere della Sera" del 1° aprile), il 51% della popolazione sa oggi cos'è un Testamento biologico (e un altro 41% ne ha almeno sentito parlare), il 75% (il 55% - cioè la maggioranza assoluta - anche di chi si professa credente e frequenta regolarmente le funzioni religiose) si augura di poter liberamente rifiutare o limitare nel tempo le cure per l'ipotesi di venire a trovarsi un domani in una situazione di coma irreversibile, e il 68% chiederebbe, per quel caso, anche l'interruzione di nutrizione e idratazione artificiali (tra i cattolici il 47%, il 24% lo esclude, mentre il rimanente 29% non ha ancora un'opinione in merito).







Qualunque cosa dicano i sondaggi, il referendum rimane però un argomento su cui meditare, perché il rischio di un insuccesso – davanti a pressioni vaticane prevedibilmente ancora più violente di quelle esercitate nel referendum sulla legge 40, allo strapotere mediatico delle cinque stazioni televisive berlusconiane, allo schieramento maggioritario dei partiti del centrodestra con l'aggiunta dell'Udc, alla debolezza e alle divisioni del PD - sarebbe assai preoccupante. Non dico che il referendum non andrebbe comunque fatto, dico che bisognerebbe pensarci non una ma dieci volte per evitare il flop di quello sulla legge 40.  







Più incoraggiante mi sembra la strada del ricorso alla Corte costituzionale, tali e tanti – come ha confermato anche la sentenza del 17 settembre del Tar del Lazio - sono i profili di illegittimità di una legge che si mette sotto i piedi almeno tre o quattro articoli della Costituzione.







Altrettanti incoraggianti sono i segnali che arrivano dai Comuni italiani, che negli ultimi mesi hanno cominciato a muoversi istituendo registri per il testamento biologico dei cittadini, sotto la spinta di varie associazioni tra cui la nostra (che per prima si è attivata per l'istituzione del registro nel X Municipio di Roma) e l'Associazione Luca Coscioni.







Ad oggi sono 16 i Comuni (oltre ai due Municipi romani Roma X e Roma XI) e due le Province che hanno istituito il registro. In altri 30 comuni sono in atto raccolte di firme da parte delle associazioni - tra cui, per quanto riguarda in particolare Modena e Firenze, l'Associazione LiberaUscita - per presentare proposte di iniziativa popolare o appoggiare mozioni di consiglieri a tali fini. Gli ultimi importanti Comuni in cui è stato istituito, o è in corso di istituzione, il registro dei testamenti biologici sono Vicenza, Siena, Calenzano.







E' di ieri a Firenze l'approvazione di una delibera del consiglio comunale presentata dal Pd, partito di maggioranza, che istituisce il registro dei testamenti biologici. La delibera, prima firmataria la consigliera del Pd Claudia Livi, garantisce la possibilità di inserire in un apposito registro le indicazioni del notaio, del fiduciario o del depositario del testamento, in modo da garantire la certezza della data di presentazione e la fonte di provenienza.







Contro la delibera, tutti i consiglieri dell'opposizione e tre della maggioranza. Il sindaco, Matteo Renzi, ha deciso di non partecipare ai lavori e di non rilasciare dichiarazioni. Polemica l’Arcidiocesi, che ha espresso “rammarico e preoccupazione”. La stessa censura lanciata, tre mesi fa, contro la delibera che aveva concesso la cittadinanza onoraria a Beppe Englaro.










L'attacco è complessivo, dobbiamo prepararci







Come ho detto all'inizio, dobbiamo tenere presente che l'attacco al testamento biologico è solo uno dei punti di emersione di una strategia più ampia. Mettere in discussione il principio di autodeterminazione del malato, presupporre che il nostro corpo, non più nostro, debba seguire il destino imposto non da noi ma da medici, poliziotti, magistrati, stabilire che ciascuno di noi possa essere condannato da una legge dello stato a dieci, venti o trenta anni di coma alimentato da macchine, trasformare quello che loro chiamano “il diritto inalienabile” alla idratazione e all'alimentazione forzate in un “dovere inderogabile” di alimentazione e idratazione, è solo un primo passo verso una normalizzazione clericale del nostro sistema politico. In una situazione di progressivo arretramento e indebolimento dello Stato laico non ci sono limiti alle pretese della Chiesa di riconquistare gli spazi che la secolarizzazione le aveva fatto perdere.







Dopo il testamento biologico la nuova frontiera di questa offensiva sono le conquiste dei diritti civili maturate negli ultimi decenni, a cominciare dall'aborto e dal divorzio. Non a caso nei giorni scorsi Benedetto XVI in visita nella Repubblica Ceca ha aperto un nuovo fronte scagliandosi contro il divorzio e la famiglia allargata, prodotti avvelenati del Demonio che ha corrotto la nostra società.







Dobbiamo quindi prepararci sin da ora a combattere un nuovo “KulturKampf” per la laicità delle istituzioni. Un compito fondamentale in questa battaglia spetta alle associazioni laiche, che dovranno mobilitarsi come poche volte hanno fatto, per raccolte di firme, discussioni, manifestazioni, azioni di disturbo, disobbedienze civili. Prevedendo anche manifestazioni particolari tra cui un sit-in davanti alla Camera da tenere al momento che la legge andrà in aula. Cercando di procedere il più possibile unite, anziché divise come per solito hanno fatto finora.







Leggi tutto l'intervento







Aggiornamento del 16 Ottobre 2009:



Link per il video dell'intervento di Giancarlo Fornari:




http://www.youtube.com/view_play_list?p=B29894F9903F9D72



 






giovedì, ottobre 08, 2009
 

Viaggio in Iran (V)

Intervista a Soheila (terza parte)



 



Esfahan, domenica 27 settembre 2009. Nel giardino antistante il Palazzo delle 40 colonne, due coppie italiane, Mariolina e Nicola, Paola e Urbano, si confrontano con le loro guide Soheila e Shahab...


postato da stigli | 08:54 | commenti
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mercoledì, ottobre 07, 2009
 

Le bugie hanno la bara lunga

Lodo la Corte costituzionale







L'avevo sognato una di queste notti là in Iran. Cercava di fuggire mescolato alle donne dell'harem, ma Lario e D'addario gli hanno tolto il parrucchino.. Come l'altra volta che s'era messo in testa un elmetto da soldato tedesco.


Nota di storia patria


Quanto sangue, quanto dolore per arrivare a questa costituzione! Dietro ogni articolo di questa Costituzione, o giovani, voi dovete vedere giovani come voi caduti combattendo, fucilati, impiccati, torturati, morti di fame nei campi di concentramento, morti in Russia, morti in Africa, morti per le strade di Milano, per le strade di Firenze, che hanno dato la vita perché libertà e la giustizia potessero essere scritte su questa carta. Quindi, quando vi ho detto che questa è una carta morta, no, non è una carta morta, è un testamento, è un testamento di centomila morti. (Piero Calamandrei)



martedì, ottobre 06, 2009
 

Viaggio in Iran (IV)

Intervista a Soheila

video:


defaultprima parte















defaultseconda parte













L'intervista è stata fatta nel tardo pomeriggio di domenica 27 Settembre, al secondo giorno del nostro instancabile (per Soheila e la coppia di amici catanesi) girovagare nella "Isfahan nesf-e jahan" (Isfahan è la metà del mondo): bazar, Moschee, minareti oscillanti, Imam Square davvero spelndida, i 3 ponti dalle 100 archate su un fiume secco da 2 anni ( un'impressione passeggiare la sera sotto le archate pensili, tra gente appoggiata e seduta che ascolta cantanti solitari che si alternano uno dopo l'altro. L'intervista l'avevo chiesta io, ma Solheila la voleva quanto me. Perché ha tante cose da dire. E non solo lei. Ci vorranno altri due Youtube...


Peccato per Soheila che non possa aprire Youtube dall'Iran. Ma lo vedrà Arash, il figlio ingegnere che sta completando il suo perfezionamento a Perugia.



Questo il video fatto per lui da un amico in occasione della sua laurea in ingegneria civile: http://www.youtube.com/watch?v=Rzik-Fem2kg


A proposito (per Mariella che pensava mi avrebbero requisito la mia videocamera): ho sbobinato le 8 cassette di riprese fatte dentro scuole e moschee, piazze e palazzi, caffè e ristoranti..ti facevano festa, curiosi di noi come noi di loro. Così non mi era successo in Tunisia, Marocco, Giordania, Siria. Avrò tempo per perfezionare il programma di montaggio Premiére insieme al mio istruttore Martino. Ne verrà fuori più di un DVD. 

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viaggi, iran, donna
 

Viaggio in Iran (III)

Le donne dell'Iran




(Esfahan, mattina di sabato 26 settembre, all'entrata di una scuola femminile)


Ho camminato per le strade di Shiraz, Yazd, Esfahan e ancor più che le moschee e i palazzi, maestosi e attraenti nella loro bellezza orientale,  guardavo le donne, sole, a coppie, a gruppi, ma sempre infagottate nei loro mantelli neri o, nei casi migliori, avvolte nel piccolo soprabito che  le copriva quasi fino al ginocchio, là dove spuntavano gli immancabili pantaloni. La stagione era calda, metà settembre, ma raramente ho visto  un piede nudo nel sandalo, mai una testa scoperta. L'attrice del filmetto per famiglie che ho visto in un'affollata sala di Esfahan, molto  elegante, con un grazioso soprabito e tacchi alti, portava il foulard perfino la notte, quando andava a dormire. Però l'argomento del film non  sarebbe dispiaciuto nemmeno qua da noi. La giovane coppia in crisi decideva di scambiarsi i ruoli: lui a casa a districarsi nelle faccende  domestiche e nella cura dei due figli, lei a dirigere la piccola azienda di famiglia per la gestione di una sala per banchetti di nozze. Alla fine il  risultato è quasi femminista: lei si rivela una manager superiore al marito, lui si arrende e desidera ardentemente far pace e detti pure lei le condizioni. Il tutto piuttosto ingenuo e cinematograficamente scontato, ma a suo modo significativo. Mi è anche capitato di vedere un  matrimonio nel momento in cui le donne restano sole e si danno alla pazza gioia, spogliandosi dei mantelli e mostrandosi con vestiti così  scollati, aderenti e rilucenti di lustrini che difficilmente verrebbero indossati da noi in simili occasioni. E i balli, le grida, il tripudio di gioia  liberata che è d'uso in queste occasioni. Per cui, traendo una più che probabile conclusione, viene da dire che la coltre nera che avvolge queste  donne e tanto le imbruttisce resta un funesto quanto superficiale mezzo di repressione che in sostanza intacca poco la vitalità e il desiderio di  affermare le proprie esigenze imprescindibili. So che le donne iraniane sono presenti largamente nelle scuole, nei pubblici uffici (non possono  diventare giudice) in vari ambienti di lavoro, ho visto nel cortile di una scuola superiore gruppi di ragazze che chiacchieravano vivacemente tra  loro e si affollavano e si affollavano intorno al nostro piccolo drappello di turisti, desiderose di scambiare parole e di respirare un'aria diversa. 

Poi è arrivata un'arcigna insegnante a portarle via, ma loro hanno continuato a ridere e a fare cenni amichevoli da dietro le finestre chiuse.

In poche parole quello che si percepisce con sufficiente chiarezza è un livello di maturazione di capacità di autonomia che con difficoltà viene  trattenuto e imprigionato in forme rigide destinate secondo me   a non durare a lungo. Il personaggio di Soheila, la nostra brava guida iraniana,  impersona bene questa situazione. E' una donna giovane e attraente, divorziata da vari anni, che si guadagna la vita con un lavoro che fa con  passione. E nessuno la giudica male, anzi è rispettata e apprezzata. In questo la situazione di Soheila non è diversa da quella di una donna sola in un paese europeo. Mi fermo un momento perché non voglio lasciarmi prendere la mano da queste impressioni positive. "La gabbia d'oro" di  Shirin Ebadi, premio nobel per la pace 2003 e oggi anche firmataria dell'appello a mobilitarsi contro la censura dell'informazione qui in Italia,  e "Un matrimonio a Tehran" di Azadeh Moaveni svelano retroscena piuttosto cupi della situazione politica iraniana e del resto gli avvenimenti  recenti del dopo elezioni del giugno scorso parlano chiaro in fatto di repressione. "Morale della favola", come dice spesso Soheila, è che da  una parte c'è una volontà politica che non esita a imporre un regime intollerante a vari livelli, dall'altra però c'è la presa di coscienza di una  popolazione in buona parte matura, anche culturalmente, che è in disaccordo con questo regime e sceglie, quando può, di battere strade  iverse. In questo senso va la lotta silenziosa delle donne che anche giornalmente, nelle piccole cose quotidiane, fanno quello che possono per  recuperare quello che pretende di togliere loro una visone maschilista e arretrata nel tempo. (Paola)



sabato, ottobre 03, 2009
 

Ronde padane e scorte governative

 


 


Escort

v. (Mil) scortare; accompagnare

s. scorta, accompagnamento; accompagnatore; cavaliere 

  escort

v. accompany, attend (in order to guide, protect, guard, etc.) 
 person or group of persons who protect or guide; armed guard (of ships, planes, etc.); man who accompanies a woman (on a date, to a dance, etc.)    (Babylon )


   Wikipedia Italiano - L'enciclopedia libera    

Escort

Il termine escort o "accompagnatrice" è un termine che, in realtà, si discosta leggermente dalla mera "prostituzione".

Una ragazza escort, solitamente, è un'intrattenitrice. È colta (spesso laureata), conosce diverse lingue, sa come intrattenere una persona attraverso il dialogo. Per questi motivi la si può trovare spesso e volentieri accompagnare uomini d'affari in trasferta di lavoro, che la "sfruttano" per mostrarsi al fianco di una bella ragazza. Non di rado l'accompagnamento è seguito da incontri sessuali, che spesso sono il motivo principe del contatto con la ragazza in questione.

Il termine Escort può riferirsi a:

Ford Escort, un'autovettura

Escort, una rivista per adulti britannica

Escort, termine in lingua Inglese usato per indicare un accompagnatore/accompagnatrice e in senso lato una prostituta di alto bordo.



Estratto da "
http://it.wikipedia.org/wiki/Escort"


Nota letteraria:

Voghiam voghiamo o disperate scorte

ai luminosi porti de l'oblio

a la scogliera bianca de la morte. (G. Carlucci)


Reality italian show:

Lo Scudo Fiscale è passato al Senato per 20 voti. VENTINOVE senatori della più vergognosa opposizione della storia d'Italia erano assenti. VENTIDUE del PDmenoelle, SEI dell'Udc e UNO dell'Idv. Morfeo Napolitano ha detto che firmerà, non avevo dubbi. 300 miliardi di euro di capitali mafiosi e frutto dell'evasione torneranno in Italia ripuliti e con l'anonimato pagando il 5% allo Stato. Tra qualche tempo sapremo di chi sono, prima o poi la verità viene a galla. Sapremo se ci sono dei collegamenti di qualche natura con dei parlamentari. Nel frattempo i cittadini onesti sono spolpati dal Fisco ma, con questi esempi, per quanto pagheranno le tasse? Poco ancora. Domani sul blog l'elenco (permanente) dei dipendenti dell'opposizione che hanno fottuto gli italiani. (Beppe Grillo)

Dove eravate, 32 dipendenti infedeli? (aggiornamento del 4 ottobre 2009)

Trentadue senatori e senatrici sono responsabili di fronte ai loro elettori, e più in generale di fronte alla Nazione, di alto tradimento. Che si tratti di tradimento della fiducia di chi li ha votati è indiscutibile. E che sia alto pure. Al Senato, con il voto di fiducia sullo Scudo Fiscale potevano evitare il rientro di 300 miliardi di capitali mafiosi o sottratti al fisco e far CADERE il Governo. Bastavano 20 voti. Non lo hanno fatto. Non erano in aula. Dove si trovavano? Io vorrei saperlo e anche voi. Oggi parte il concorso: "Dove eravate, 32 dipendenti infedeli?". Datemi una mano. Il blog terrà traccia delle vostre segnalazioni e le riporterà nei prossimi giorni (se corrette) con il vostro nome o nick. Ecco l'elenco: 24 PDmenoelle: Argentin, Binetti, Bucchino, Capodicasa, Carra, Codurelli, D'Antoni, Esposito, Farina, Fioroni, Gaione, Ginefra, Giovanelli, Grassi, La Forgia, Lanzillotta, Madia, Mastromauro, Melandri, Misiani, Pistelli, Pompili, Porta, Portas. 7 UDC: Bosi, Ciccanti, Drago, Libè, Pisacane, Ruggeri, Volontè. 1 IDV: Misiti (elenco da: Il Fatto Quotidiano 3/10/09).

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italia, svago, sos italia


venerdì, ottobre 02, 2009
 

Viaggio in Iran (II)


Home sweet home, si torna sempre volentieri a casa. Dopo aver fatto, via terra, 3600 km in 13 giorni.



Ritrovare il pane lievitato, il rostbeef che sa fare Paola, con l'aiuto di Costantino macellaio a noi vicino,  con la compagnia di una cappella di porcino che profuma di Casentino, di una bottiglia "Amarone della Valpolicella, 2005, classico" portata in tavola da Simone che ultimamente sembra orientato verso la professione di sommelier, probabilmente per la frequentazione sempre più assidua di amici casentinesi.



Perché in Iran si mangia tanto, si digerisce bene, yougurt e frutta a volontà, melanzane pasticciate in tutti i modi, ma il pane è azimo, la carne agnello, montone, pollo, pollo montone agnello...Provato il manzo, ma da lasciarci i denti. Da bere: acqua, pepsicola, birra analcolica.

E poi a me e Paola non corrispondono  le porzioni o proporzioni; montagne di roba con inevitabile spreco, dato che quasi mai trovi il selfservice; chiedi uno spiedino e ti arriva un'alabarda; poi impari a dire "uno in due". Questo discorso non vale per gli altri 4 commensali molto disinvolti nel maneggiare le alabarde. Sì perché eravamo tre coppie: Shahkab e Soheila, driver e guida, Mariolina e Nicola, siculi, Urbi e Paola, toschi. Su un furgone Toyota a 11 posti, un 2500 a benzina. Quando eri stanco ti potevi metter dietro, stenderti e dormire. E questo grazie alla paura che governa il mondo e che ha provocato la rinuncia di un bel gruppo di veronesi ai quali eravamo stati aggregati.

Il furgoncini in Iran vanno tutti a benzina, che costa pochissimo. Il gasolio, che costa niente, è riservato ai TIR.




Nota



La foto è di giovedi 24 settembre, nel deserto Dasht e Kavir, località Garmeh. Dietro il fuoristrada Maziar ha aceso il fuoco per il nostro "Thè nel deserto". Nel frattempo il sole si avvia al tramonto. Bella serata, ne riparliamo.

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Viaggio in Iran (I)

Tranquilli!







Esfahan, sabato 26 settembre 2009. Decimo giorno del viaggio di 14 giornate. Per tutti quelli che si sono preoccupati per noi prima e durante la visita alla culla della nostra civiltà.

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mercoledì, settembre 30, 2009
 

From Tehran to Rome

Landed. See you soon.
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viaggi


martedì, settembre 15, 2009
 

Iran-iamo

Ci vediamo al ritorno


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viaggi, iran


lunedì, settembre 14, 2009
 

Dante in Casentino

Dante a Ponte a Poppi







"Dante in Casentino" l'11 Novembre 2009, al Park Hotel di Ponte a Poppi, invitato dal Rotary locale. Un Dante resuscitato al 1309 e ascoltato da  spettatori attoniti. Un Dante incazzato. Sembrava Tonino Di Pietro, insieme a Beppe Grillo,  D.Paolo Farinella, Michele Santoro e Marco Travaglio alle prese con Berlusconi e con l'andazzo generale dell'Italia d'oggi. Prima ha preso in mano il XIV del Purgatorio e rivolgendosi a Mario, Presidente dell'assemblea, nativo di Ravenna e casentinese da 40 anni, ha esordito:




Questi è Rinier; questi è 'l pregio e l'onore



de la casa da Calboli, ove nullo



fatto s'è reda poi del suo valore.







E non pur lo suo sangue è fatto brullo,



tra 'l Po e 'l monte e la marina e 'l Reno,



del ben richesto al vero e al trastullo;







ché dentro a questi termini è ripieno



di venenosi sterpi, sì che tardi



per coltivare omai verrebber meno.







Ov' è 'l buon Lizio e Arrigo Mainardi?



Pier Traversaro e Guido di Carpigna?



Oh Romagnuoli tornati in bastardi!







Quando in Bologna un Fabbro si ralligna?



quando in Faenza un Bernardin di Fosco,



verga gentil di picciola gramigna?







Non ti maravigliar s'io piango, Tosco,



quando rimembro, con Guido da Prata,



Ugolin d'Azzo che vivette nosco,







Federigo Tignoso e sua brigata,



la casa Traversara e li Anastagi



(e l'una gente e l'altra è diretata),







le donne e ' cavalier, li affanni e li agi



che ne 'nvogliava amore e cortesia



là dove i cuor son fatti sì malvagi.







O Bretinoro, ché non fuggi via,



poi che gita se n'è la tua famiglia



e molta gente per non esser ria?







Ben fa Bagnacaval, che non rifiglia;



e mal fa Castrocaro, e peggio Conio,



che di figliar tai conti più s'impiglia.







Ben faranno i Pagan, da che 'l demonio



lor sen girà; ma non però che puro



già mai rimagna d'essi testimonio.







O Ugolin de' Fantolin, sicuro



è 'l nome tuo, da che più non s'aspetta



chi far lo possa, tralignando, scuro.







Ma va via, Tosco, omai; ch'or mi diletta



troppo di pianger più che di parlare,



sì m'ha nostra ragion la mente stretta».




Poi è passato al canto VI dello stesso Purgatorio e ha cominciato:




Ahi serva Italia, di dolore ostello,



nave sanza nocchiere in gran tempesta,



non donna di province, ma bordello!







Quell' anima gentil fu così presta,



sol per lo dolce suon de la sua terra,



di fare al cittadin suo quivi festa;







e ora in te non stanno sanza guerra



li vivi tuoi, e l'un l'altro si rode



di quei ch'un muro e una fossa serra.







Cerca, misera, intorno da le prode



le tue marine, e poi ti guarda in seno,



s'alcuna parte in te di pace gode.







Che val perché ti racconciasse il freno



Iustinïano, se la sella è vòta?



Sanz' esso fora la vergogna meno.







Ahi gente che dovresti esser devota,



e lasciar seder Cesare in la sella,



se bene intendi ciò che Dio ti nota,







guarda come esta fiera è fatta fella



per non esser corretta da li sproni,



poi che ponesti mano a la predella.








E se licito m'è, o sommo Giove



che fosti in terra per noi crucifisso,



son li giusti occhi tuoi rivolti altrove?




Ché le città d'Italia tutte piene

son di tiranni, e un Marcel diventa

ogne villan che parteggiando viene.



Fiorenza mia, ben puoi esser contenta

di questa digression che non ti tocca,

mercé del popol tuo che si argomenta.



Molti han giustizia in cuore, e tardi scocca

per non venir sanza consiglio a l'arco;

ma il popol tuo l'ha in sommo de la bocca.



Molti rifiutan lo comune incarco;

ma il popol tuo solicito risponde

sanza chiamare, e grida: «I' mi sobbarco!».



Or ti fa lieta, ché tu hai ben onde:

tu ricca, tu con pace e tu con senno!

S'io dico 'l ver, l'effetto nol nasconde.




Quante volte, del tempo che rimembre,

legge, moneta, officio e costume

hai tu mutato, e rinovate membre!



E se ben ti ricordi e vedi lume,

vedrai te somigliante a quella inferma

che non può trovar posa in su le piume,



ma con dar volta suo dolore scherma.


A questo punto ha chiuso il libro e guardando negli occhi gli astanti rimasti a bocca aperta, ha proseguito:





Sette secoli fa sono stato qui in Casentino: una prima volta, ancora molto giovane, avevo rischiato la pelle in battaglia, una seconda volta vi ho
trovato rifugio e asilo politico in un momento tra i più neri della mia vita. Ho girato in lungo e in largo questi posti, ho avuto la possibilità di far fronte alle necessità della vita, grazie all'ospitalità dei Conti Guidi e alla vostra generosità e laboriosità; non solo, qui ho avuto l'opportunità di frequentare le biblioteche dei vallombrosani della Badia di Poppi, dei Romualdiani di Camaldoli e dei Francescani della Verna, qui ho scritto il Convivio, il De Vulgari Eloquentia e, soprattutto, qui, a contatto con luoghi per me memorabili, ho sentito forte in cuore l'impulso a raccontare la mia storia in versi , che mi hanno reso famoso a tutt'oggi, come avevo preveduto. Mi venne naturale, nella situazione in cui ero stato cacciato  cominciare con le parole che tutti voi conoscete:



nel mezzo del cammin di nostra vita

mi ritrovai in una selva oscura...



Vi fu un momento, qui in Casentino, in cui il mio cuore si riaprì alla speranza; davvero sembrava che l'Italia sarebbe ritornata ad essere il
giardino dell'Impero con la venuta dell'Imperatore Arrigo. Stasera rivivo con voi quei momenti, quando scrivevo:





Ecco ora il tempo accettevole, nel quale sorgono i segni della consolazione e della pace. Un giorno nuovo infatti comincia a splendere
mostrando dal suo nascere l'aurora che già riduce le tenebre della lunga calamità; e già le brezze orientali si fanno più frequenti; rosseggia il cielo ai confini dell'orizzonte e conforta le speranze delle genti di dolce serenità. 



 O Italia, ora degna di pietà perfino per i Saraceni, rallegrati ormai, che presto sembrerai degna di invidia dovunque, poiché il tuo sposo,
conforto del mondo e gloria del tuo popolo, il clementissimo Enrico, divo e Augusto e Cesare s'affretta alle nozze. 



  Asciuga le lacrime e cancella i segni dell'afflizione, o bellissima, è vicino colui che ti libererà dal carcere degli empi, che percuotendo a fil di
spada i malvagi li disperderà e affiderà la sua vigna ad altri agricoltori che al tempo del raccolto diano in cambio il frutto di giustizia. 



 E voi che piangete oppressi "sollevate l'animo ché vicina è la vostra salvezza". Prendete il sarchio della buona umiltà e, spezzate le zolle della
riarsa animosità, spianate il campicello della vostra mente affinché la pioggia celeste, per caso venendo prima che sia gettata la vostra semente,
non cada a vuoto dall'alto. 



 Non si ritragga da voi la grazia divina come la rugiada quotidiana dal sasso, ma come una valle feconda concepite e germinate il verde; il
verde, dico, fruttifero di vera pace; e di questa verdezza rinascendo la vostra terra, il nuovo agricoltore dei Romani aggiogherà con maggior
rispetto e con maggiore fiducia i buoi della sua saggezza. 



  Perdonate, perdonate già da ora, o carissimi, voi che con me avete sofferto ingiustizia perché l'ettoreo pastore vi conosca come pecore del suo
ovile; sebbene gli sia stato concesso da Dio l'esercizio della punizione temporale, tuttavia, per risentire egli della bontà di Colui dal quale come
da un punto si biforca la potestà di Pietro e di Cesare, volentieri punisce la sua famiglia ma più volentieri ne ha pietà.





"Non dunque camminate come anche i Gentili camminarono nella vanità del senso", oscurati dalle tenebre, ma aprite gli occhi della vostra
mente e riconoscete che il Signore del cielo e della terra ha stabilito per noi un re. 



 Voi sapete che me ne andai dal Casentino con la morte nel cuore e la delusione più totale; ma questo non mi impedisce di capire che ho un debito di riconoscenza per questa valle aspra e forte come la selva selvaggia dell'inizio della mia Commedia. Ho rivisto con piacere il Castello di Poppi ancora così ben conservato, Porciano con la sua torre rimasta e ben restaurata, Romena ancora là visibile, sempre suggestiva..Pratovecchio mi ha risvegliato ricordi indelebili. Quello però che più mi ha colpito sono i sentieri nei boschi sotto il Falterona: avessimo noi fuggiaschi avuto le indicazioni che segnalano tutti i sentieri e i tempi di percorrenza; per me era un'avventura ogni volta che dovevo spostarmi da Porciano a S.Godenzo, da Poppi al passo Serra fino a Bagno, Dovadola, Forlì.



Qui stasera  siete in pochi, ma avete facce da persone affidabili. Se vi serve, usatemi pure come spot pubblicitario, purché in linea con la
salvaguardia dell'essenza del mio messaggio. Vedo qui un librettino su di me in Casentino. Mi sembra colga degli aspetti seri del modo mio di concepire - naturalmente da uomo del ME - la nostra esistenza sulla terra. Beh, visto che è già stata preparata la traduzione nella lingua che si parla a Parigi, oltre a quella che si parla a Londra, oggi diventata una città grande e universalmente conosciuta, provvedete a farne delle stampe, non dimenticando in futuro di pensare anche alla lingua che parlava Enrico VII di Lussemburgo. Sono anche d'accordo con chi parla di rendere l'Arno percorribile a piedi o su quel bel congegno che chiamate bicicletta, velò a Parigi. Sarebbe giusto rendere percorribile a piedi la Costa (si chiamava così anche nel 1309) che vedo un po' maltrattata; ci ho visto addirittura posteggiate quelle scatole di latta gonfiata che camminano scureggiando gas malefici); il Pratello poi deve ritornare libero almeno come al tempo della vostra fiera dei buoi. Se vi aiuta ad attirare turisti, mettete pure una bella segnaletica storica ben disegnata e con materiali adatti e confacenti in tutto l'alto Casentino, dal Pratomagno al Gran Giogo, dalle sorgenti dell'Arno fino alla foce dell'Archiano. Se poi volete utilizzare la corte di Romena, non frequentata come allora, ma sempre molto molto suggestiva, per rievocazioni sceniche ispirate alle mie vicende storico-biografiche, perché no? Esistono oggi i Comuni (anche troppi), la Comunità Montana, il Parco delle Foreste Casentinesi (ben
tenute e più agibili che ai tempi miei, per certi aspetti); coinvolgeteli.





Lassù? C'è stato un grande sconvolgimento. La candida rosa, i nove cieli, il cristallino, l'Empireo sono stati sommersi dall'arrivo delle galassie,
dei buchi neri, della materia interstellare, della materia invisibile, dell'antimateria... A me non è dispiaciuto affatto. Ero stanco di star così fermo. Voi che seguite il viaggio da me intrapreso con i versi della Commedia, lo dovete continuare insieme a me e alla compagnia con la quale mi son messo:  Ulisse, Leonardo, Giordano Bruno (che arnese - lo dicevo io!-), Galileo,  Copernico, Keplero, Newton, Cartesio, Spinoza, Laplace, Lagrange, Max Planck, Einstein, Hubble...Sempre dietro alle stelle, per l'eternità. Un vero spasso per tutti noi nati a seguir virtute e canoscenza. Non v'accorgete che noi siam vermi nati a formar l'angelica farfalla che vola alla giustizia sanza schermi? E niente paura. A ciascuno di voi rivolgo le parole che disse a me Virgilio all'inizio della salita sul monte del Purgatorio: sta' come torre ferma che non crolla giammai la cima per soffiar de' venti. Uomini siate, non pecore matte.



Dante di Alighier così parlò sulle rive dell'Arno in quel di Poppi  l'11 settembre 2009.Trasmesso da Urbano C., per conto dell'anonimo scrivano casentinese che custodì e salvò le lettere di Messer Dante scritte durante la sua permanenza in Casentino.







Nota




Cos'è il ROTARY Club




 La filosofia




Service above self - nella traduzione italiana ufficiale Servire al di sopra di ogni interesse personale - è il motto ufficiale del Rotary, in modo conciso la filosofia del Rotary.





Secondo lo statuto del Rotary, gli obiettivi cui tutti i Rotariani devono tendere sono lo sviluppo di rapporti interpersonali intesi come opportunità di servizio; elevati principi morali nello svolgimento delle attività professionali e nei rapporti di lavoro; il riconoscimento dell’importanza e del valore di tutte le attività utili; il significato dell’occupazione di ogni Rotariano come opportunità di servire la società;



l’applicazione dell’ideale rotariano in ambito personale, professionale e sociale;





la comprensione, la buona volontà e la pace tra i popoli mediante una rete nternazionale di professionisti e imprenditori di entrambi i sessi,
accomunati dall’ideale del servire.





Successivamente alla stesura dello statuto rotariano, nel 1932 il Rotariano Herbert J. Taylor concepì la “prova delle quattro domande”, un
codice etico che undici anni più tardi fu adottato ufficialmente dal Rotary. La prova, tradotta in oltre 100 lingue, consiste nel porsi quattro domande fondamentali:

Ciò che penso, dico o faccio:

risponde a verità?

è giusto per tutti gli interessati?

promuoverà la buona volontà e migliori rapporti d’amicizia?

sarà vantaggioso per tutti gli interessati?




 La storia




Il primo Club Rotary fu fondato a Chicago dall'avvocato Paul P. Harris; il 23 febbraio 1905 vi tenne la prima riunione con i suoi amici ylvester Schiele, un commerciante di carbone, Gustav E. Loehr, un ingegnere minerario e Hiram E. Shorey, un sarto. Fin dall’inizio sono visibili alcuni principi basilari del Rotary: i quattro provenivano da diverse nazioni, appartenevano a diverse confessioni religiose e rappresentavano diverse professioni. Lo scopo dichiarato del club era una sincera amicizia tra i soci. Poco dopo un quinto socio entrò nel sodalizio, il tipografo Harry Ruggles. Schiele viene eletto primo presidente; viene deciso il nome Rotary Club in riferimento alle riunioni settimanali, tenute a rotazione nei relativi uffici; viene deciso altresì il logo rotariano, una ruota dentata come simbolo dell'attività professionale, successivamente modificato più volte graficamente.




Fonte














































































































































 
































































































































postato da stigli | 15:10 | commenti (2)
casentino, dante


sabato, settembre 12, 2009
 

Lettera di ripudio


Ripudio

Io, Paolo Farinella, prete mi vergogno della sua presidenza, per me e la mia Nazione e, mi creda, in Italia siamo la maggioranza che non è quella elettorale, ottenuta da una «legge porcata» che ben esprime l’identità della sua maggioranza e del governo e di lei che lo presiede (o lo possiede?). Lei potrà avere il sostegno del Vaticano (uno Stato estero) e della Cei che con il loro silenzio e le loro arti diplomatiche condannano se stessi come complici di ingiustizia e di immoralità.

Per questi motivi, per quanto mi concerne in forza del mio diritto di cittadino sovrano, non voglio più essere rappresentato da lei in Italia e all’Estero, io la ripudio come politico e come presidente del consiglio: lei non può rappresentarmi né in Italia e tanto meno all’estero perché lei è la negazione evidente di tutto quello in cui credo e spero di vedere realizzato per il mio Paese. sia perché non mi rappresenta sia perché è indegno di rappresentare il buon nome dell’Italia seria, laboriosa e civile e legale che amo e per la quale lotto e impegno la mia vita. Non importa che lei abbia la maggioranza parlamentare, a me interessa molto di più che non abbia la mia coscienza

Io, Paolo Farinella, prete ripudio lei, Silvio Berlusconi, presidente pro tempore del consiglio dei ministri e tutto quello che rappresenta insieme a coloro che l’adulano, lo ingannano, lo manipolano e lo sorreggono: li/vi ripudio dal profondo del cuore. in nome della politica, dell’etica e della fede cattolica. La ripudio e prego Dio che liberi l’Italia dal flagello nefasto della sua presenza.


Genova 09 settembre 2009


Paolo Farinella, prete

(lauree in Teologia Biblica e Scienze Bibliche e Archeologiche. Ha studiato lingue orientali all’Università di Gerusalemme: ebraico, aramaico, greco.ndr)


Leggila qui



 

postato da stigli | 15:24 | commenti
italia
 

Politiche culturali

Sagre casentinesi


Per sorridere


Non capisco tutto il pessimismo sulla nostra vallata. Anche quest’anno infatti, nel solco della tradizione politico-culturale abbiamo avuto numerose iniziative colturali ( d’accordo ho messo una o al posto della u ). Ad esempio tanto per citarne qualcuna: sagra della pecora, sagra della panzanella, sagra della nana ripiena, sagra del falsoporcino importato dall’est europa, sagra del quasi tartufo quasi casentinese.

Continua..sagra della patata politica rossiccia, sagra del pane, della sporta, del paniere, sagra della tagliatella romagnola, sagra del tortello alla lastra, alla piastra, al sugo, al burroesalvia, sagra della pastasciutta, sagra della castagna, del... marrone, della ballotta, della tigliata, della bruciata, sagra della pulenda al rocchio, al sugo, al formaggio, sagra del pecorino, del cacio con le pere, del prosciutto.
(Italo Galastri su FB)

postato da stigli | 11:15 | commenti
casentino